Anti/Rassegna 08: i film di Maggio
Muovendosi verso Verona...
A-R>08: Film della settimana>Old Boy
Riprende l'Anti-Rassegna dopo un mese in cui tra gozzivigli pasqualeschi ed esposizioni di tesi di carne ne stiamo mettendo al fuoco!
Venerdì 11 Aprile, come sempre in Aula C verso le 17, un momento di relax prima della primavera (tanto attesa!) che si annuncia di lotta antifascista!
“Ridi, e tutto il mondo riderà con te; piangi, e piangerai da solo”.
Oh Dae-su, businessman di Seul, viene rapito e rinchiuso in una stanza da letto per quindici anni, ignaro di chi sia il suo carceriere e del motivo che lo ha spinto a tanto odio nei suoi confronti. Uscito dalla straziante prigionia subita, forgiato da quindici anni di aggressività repressa, deumanizzazione, isolamento, sete di vendetta e bruciante curiosità, non faticherà a rintracciare il suo aguzzino perché sarà proprio lui a farsi trovare, ribaltando i termini del loro rapporto e divenendo egli stesso da inseguito inseguitore, pedinando Dae-su mentre egli tenta in tutti i modi di scoprire una verità sempre più contorta.
Dopo aver vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2004, Oldboy è balzato alle cronache per alcune memorabili scene di violenza e tortura che hanno scioccato il pubblico di mezzo mondo. Ma la potenza visiva e filmica di Oldboy non è data dal mero contenuto di ciò che viene messo in scena, bensì dalla profondità umana dei personaggi e dalla capacità di metterne a nudo il cuore. E' un film che parla di vendetta bilanciando magistralmente humor nero, violenza, dramma e blitz emozionali di ogni tipo. E' a suo modo una riflessione sulla punizione, la colpa, l'espiazione, il senso di giustizia e il destino.
L'accurata interazione tra i personaggi fa emergere l'idea di vendetta come una droga che si impossessa del corpo e obnubila la mente. Il bisogno istintivo di vendicarsi del proprio aggressore crea un circolo vizioso di assuefazione, e Oldboy ritrae questa dipendenza nel modo più cinematograficamente elegante e penetrante possibile.
La delicata bellezza di Oldboy non è infatti in contrapposizione all'estrema crudezza delle immagini, bensì l'emanazione diretta della sua soffocante angoscia. Come un fiore annaffiato col sangue.
VENERDI’ PROSSIMO _18 APRILE_ ANTIRASSEGNA PRESENTA:
DELICATESSEN – Regia di Caro/Jeunet, 1991
A-R>08: Vacanza Pasquale!
Si comunica che siccome saremo occupati a devastarci, trovare i parenti, ri-ordinare le idee e raccogliere le forze per affrontare al meglio la primavera che si appresta a venire, l'Anti-Rassegna subirà una pausa di 2 incontri.
Ovvero sia il venerdi pre-Pasquale (il 21 marzo) che quello post-Pasquale (28 marzo) le proiezioni salteranno e riprenderanno insieme a tante altre iniziative da Venerdì 4 Aprile.
Cogliamo l'occasione per fare gli auguri a Pasquale.
A-R>08: Film della Settimana: L'Ultima Donna (scheda)
L'ultima donna di Marco Ferreri (1976)
Sullo sfondo di un anonimo paesaggio industriale (Créteil, un sobborgo di Parigi), la storia dell'incontro tra Giovanni, ingegnere disoccupato, e Valeria, maestra d'asilo, più che un confronto tra due personalità, si rivela essere un vero e proprio scontro tra due mondi che mettendosi a nudo si scoprono a vicenda.
A più di 30 anni dalla sua uscita, il film di Marco Ferreri (Storie di Ordinaria Follia) non perde minimamente la capacità di mostrare con semplicità ed efficace chiarezza il problematico rapporto uomo-donna nella sua quotidianità.
Un invito a riflettere su un tema che troppo spesso viene banalizzato, ritenuto ormai superato o dato per scontato (soprattutto dagli uomini), ma che invece continua ad essere centrale nella vita di ogni giorno.
Venerdì 14 Marzo 2008 ore 17 in Aula C, SciPol - Strada Maggiore 45, Bologna
Anti-Rassegna 08: la lista!(Costantemente Reviewed)
C'è da dire che l'Anti-Rassegna, aimè, è già iniziata da circa un mese. Quindi le prime quattro proiezioni...ve le siete perse!
Ma non disperate: ci stiamo attivando per la costruzione di una DVD-teca (DVD, DivX, et altri formati...quello che riusciamo a trovare!) con tanto di computer in grado di permetterne la visione (su questo ci stiamo ancora lavorando, anzi: se te intendi passa in aula a darci una mano!) dove stiamo raccogliendo innanzitutto i film dell'Anti-Rassegna.
Le proiezioni sono TUTTI I VENERDI intorno alle 17 (aspettiamo anche i ritardatari, ma non esagerate!).
Ovviamente in Aula C - Strada Maggiore 45 - Facoltà di Scienze Politiche - Bologna
Here tha list:
Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio wiki sito (DATO)
Drugstore Cowboy di Gus Van Sant (DATO)
La Schivata (L'Esquive) di Abdel Kechiche wiki(Eng) (DATO)
Salvador: 26 Anni Contro di Manuel Huerga wiki(Eng) wiki(Ita) sito(Ita) (DATO)
Waking Life di Richard Linklater (DATO)
L'Ultima Donna di Marco Ferreri (Venerdì 14 Marzo ore 17 - Aula C)
Old Boy di Park Chan-wook (Venerdì 4 Aprile ore 17) sito(ENG) gallery(1) gallery(2)
Scheda A-R: WAKING LIFE
WAKING
LIFE - Richard Linklater (2001)
Are we sleep-walking while awake or wake-walking while asleep?
(Siamo sonnambuli mentre viviamo, oppure vegliambuli mentre sognamo?)
Un giovane senza meta vaga in uno sfuggente mondo onirico popolato dalle figure più disparate.
Personaggi pungenti e variopinti che ricercano il significato della propria esistenza senza trovare le risposte. Waking Life è una doccia gelata ma tonificante di idee e spunti di riflessione. Ci ripulisce dalla noia, dall’indifferenza, dall’inutilità e dall’anestetizzante tirannia del quotidiano.
E’ un collage visionario delle più svariate questioni meta-filosofiche; la natura della memoria collettiva, l’unione tra uomo e macchina, il senso di Dio e della morte, la positività insita nel vivere in un mondo imperfetto, il controllo della memoria, il libero arbitrio in senso teologico e i suoi limiti fisici.
Lontano anni luce dal moderno cartoon in computer grafica, Waking Life adotta le tinte mutevoli e iperrealistiche del rotoscope, tecnica di sovradisegno frame-by-frame su immagini girate dal vivo.
Una meditazione animata sul sogno e sull’importanza dell’individuo nel mondo moderno – a volte pretenzioso, a volte dirompente, ma sempre vivo, vibrante, stimolante e immersivo.
Scheda A-R: DRUGSTORE COWBOY
DRUGSTORE COWBOY - Gus Van Sant (1989)
Una fetta di società Americana ai margini, fotografata dalla porta sul retro. Drugstore Cowboy è uno dei principali artefici dell'esplosione del cinema americano indipendente, e uno dei primi tentativi di mettere in scena il tossico anti-eroe e di portare il pubblico a condividerne emotivamente le esperienze. Il tocco di Van Sant è come sempre ambiguo ed equidistante, senza legittimazioni né condanne moralistiche. Una delle opere seminali nel cinema delle dipendenze, che mostra quanto sia labile il confine tra droghe legali e droghe illegali attraverso la storia di un gruppo di tossicodipendenti che segue le meccaniche di una famiglia disfunzionale. E come il tentativo di uscire da quel mondo a volte significhi solo passare da una vita illusoria ad un'altra.
Scheda A-R: KOYAANISQATSI
Come promesso, iniziamo a pubblicare le schede auto-prodotte sui film dell'Anti-Rassegna ("scusate il ritardo", come disse Troisi a Benigni!)
KOYAANISQATSI (1983)
[in lingua Hopi: vita senza equilibrio, vita tumultuosa]
Il più grande evento della storia dell'umanità è accaduto di recente,
e né i mass media né il mondo della cultura se ne sono accorti: la
connessione con la natura si è spezzata. Ora esistiamo dentro la tecnologia,
ne siamo parte e lei fa parte di noi.
Il mondo naturale è un pretesto per sostentare il mondo artificiale in cui viviamo.
Un film-documentario d'avanguardia che delizia i sensi, invita alla riflessione e
ridefinisce il potenziale del mezzo cinematografico. Koyaanisqatsi è un film senza
dialoghi, senza personaggi e senza trama. Eppure racconta una storia.
Che è, in fondo, la storia di tutti noi, esseri umani moderni, con i nostri edifici
mastodontici, le nostre macchine divorabenzina, le nostre file alla cassa del
supermarket e la nostra tecnologia che ci circonda e ci accompagna in ogni momento.
Un grido che ci esorta a fuggire dall'autodistruzione, una disperata
testimonianza di come i più grandi successi dell'umanità siano andati di pari passo
con nostri peggiori fallimenti.
Accompagnato dall'ipnotica colonna sonora di Philip Glass, che detta i ritmi della
narrazione e contorna con passione i collage di immagini girate da Godfrey Reggio,
un film delicatamente politico, e profondamente umano.
Biografia di Godfrey Reggio:
altri due film, Powaqqatsi (incentrato sulle differenze tra nord e sud del mondo) e
Naqoyqatsi (che tratta invece il tema della guerra). Ha all'attivo anche un documentario
che si chiama "Anima Mundi", che è incentrato su scene di vita naturale e microanimale, ed è stato
commissionato dalla Bulgari per una campagna ecologista. Reggio ha seguito la preparazione
per diventare monaco per quattordici anni, poi ha abbandonato quella strada per dedicarsi all'attività di regista.
Ha partecipato e partecipa a numerose battaglie progressiste negli USA, ad esempio di recente quella sulle
unioni civili.
Di più nin zo, a presto

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